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Tenuta del Travale dal 1993: il ritorno del Nerello calabrese tra silenzio, altura e identità

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Immersi nella storia

Parlare di Tenuta del Travale significa raccontare una delle storie più affascinanti e controcorrente del vino calabrese. In un panorama spesso legato a produzioni più estese, questa piccola realtà rappresenta una scelta radicale: pochi ettari, poche bottiglie, ma una visione fortissima.

Qui il vino non è solo produzione, ma ricerca, memoria e interpretazione autentica del territorio.

Vigna Tenuta del Travale Rovito

Da terreno abbandonato a progetto identitario

La Tenuta del Travale nasce nel 1993 da una scelta tanto semplice quanto coraggiosa: recuperare un fondo agricolo ormai abbandonato e restituirgli dignità e senso. 

Situata a Rovito, a pochi chilometri da Cosenza, a circa 520 metri di altitudine, la tenuta si inserisce in un territorio storicamente vocato alla viticoltura, ma spesso dimenticato. 

Il vero punto di svolta arriva nel 2007, quando il vecchio vigneto viene completamente espiantato per lasciare spazio a un nuovo impianto, più coerente con l’identità che i proprietari vogliono costruire. 

Nasce così una micro-produzione di appena due ettari, pensata non per quantità, ma per qualità assoluta.

Una filosofia radicale: meno, ma meglio

La Tenuta del Travale è l’esempio perfetto di quella che potremmo definire viticoltura artigianale estrema.

  • solo circa 2 ettari vitati
  • produzione limitata (circa 10.000 bottiglie) 
  • rese basse per pianta
  • lavoro manuale e attento

Qui ogni scelta è orientata a un unico obiettivo:
creare vini identitari, non replicabili.

L’azienda stessa si definisce una “cantina de garage”, dove la dimensione ridotta diventa valore e non limite. 

foto vini della Tenuta del Travale

Il territorio: tra Sila e tradizione vitivinicola

Uno degli elementi più affascinanti della Tenuta del Travale è il contesto geografico.

Ci troviamo ai piedi della Sila, in un’area che beneficia di:

  • escursioni termiche importanti
  • altitudine ideale
  • suoli complessi e minerali

Questo ambiente consente una maturazione lenta delle uve, fondamentale per ottenere vini eleganti e longevi.

Non è un caso che la Calabria venga definita fin dall’antichità “Enotria”, ovvero terra del vino, grazie alla sua vocazione millenaria. 

foto tenuta

Il ritorno del Nerello: una scelta controcorrente

Un vitigno dimenticato che torna protagonista

La vera rivoluzione della Tenuta del Travale è stata la scelta di puntare sul Nerello Mascalese, accompagnato dal Nerello Cappuccio.

Un vitigno spesso associato alla Sicilia, ma che in realtà ha radici profonde anche in Calabria, dove veniva coltivato e persino esportato per arricchire vini del nord Italia e francesi. 

Con il tempo, questa tradizione si era persa.

La Tenuta decide di recuperarla, trasformando il Nerello in un simbolo identitario.

immagine vini

Un’espressione unica del territorio calabrese

Coltivato in altura, il Nerello del Travale assume caratteristiche particolari:

  • colore rubino tenue
  • profumi di ciliegia, spezie e note balsamiche
  • struttura elegante, mai eccessiva
  • tannino fine e persistente

È un vino che non cerca potenza, ma profondità.

Un vino che richiede attenzione, tempo, ascolto.

I vini della Tenuta del Travale: essenzialità e carattere

La produzione è volutamente limitata, quasi essenziale.
Ogni etichetta nasce per raccontare un aspetto preciso del territorio.

Eleuteria: libertà nel calice

Il nome stesso, dal greco “libertà”, racconta la filosofia della Tenuta.

Eleuteria è il vino simbolo: complesso, profondo, capace di evolvere nel tempo.
Al naso emergono note di amarena, spezie, cuoio e cioccolato.
In bocca è strutturato, con tannini importanti ma eleganti.

Un vino da meditazione, più che da consumo.

Vino eleuteria

Epicarma: ricerca e sperimentazione

Con Epicarma, la Tenuta esplora nuove interpretazioni del Nerello, mantenendo sempre al centro l’identità territoriale.

Un progetto che dimostra come anche una micro-cantina possa essere laboratorio di idee.

vino epicarma

Esmén Tetra: energia e freschezza

Esmén Tetra rappresenta il lato più immediato e dinamico della produzione.

  • profumi di frutta rossa e pepe nero
  • ingresso deciso
  • buona freschezza e persistenza

Un vino che riesce a coniugare bevibilità e carattere.

vino esmen

Una cantina tra natura, cultura e sostenibilità

La Tenuta del Travale non è solo vino.

È un ecosistema.

  • uliveti secolari
  • biodiversità (api, farfalle, animali)
  • pratiche agricole sostenibili

Ogni elemento contribuisce a un equilibrio delicato, dove la natura non viene forzata, ma accompagnata. 

Anche le etichette raccontano una storia: si ispirano alle miniature di Gioacchino da Fiore, creando un legame tra vino, arte e spiritualità.

Tenuta del Travale e il nuovo volto del vino calabrese

In un mercato sempre più orientato alla standardizzazione, realtà come la Tenuta del Travale rappresentano una risposta forte e chiara.

Qui il vino torna ad essere:

  • territoriale
  • artigianale
  • identitario

Non è un prodotto costruito per piacere a tutti,
ma per raccontare qualcosa di vero.

Ed è proprio questa autenticità che oggi viene sempre più ricercata da appassionati ed enoteche.

Conclusione

La Tenuta del Travale è una di quelle realtà che non si limitano a produrre vino, ma costruiscono significato.

Ogni bottiglia è una scelta:
di lentezza, di qualità, di coerenza.

In un mondo che corre, Travale invita a fermarsi.
Ad ascoltare.
A riscoprire il valore del tempo.

E forse è proprio qui che nasce il suo fascino più grande.

tris tenuta del travale

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