Abbinare il vino: da problema a piacere
Abbinare il vino è spesso percepito come qualcosa di complicato. Si ha paura di sbagliare, di non scegliere il vino giusto, di rovinare un piatto con una scelta poco adatta.
Eppure, la verità è un’altra: abbinare il vino è molto più semplice di quanto sembri, soprattutto quando si parte da una cucina ricca e identitaria come quella calabrese.
La Calabria è una terra di contrasti: mare e montagna, sapori delicati e piatti intensi, tradizioni contadine e influenze marinare. E proprio questa varietà rende l’abbinamento un gioco interessante, mai banale.
Il principio di base è uno solo:
il vino deve accompagnare, non dominare.
Primi piatti calabresi: equilibrio tra intensità e struttura



I primi piatti calabresi raccontano una cucina autentica, fatta di ingredienti semplici ma sapori decisi.
La fileja con sugo di carne o ‘nduja è un perfetto esempio di intensità. Il condimento è ricco, avvolgente, spesso anche leggermente piccante. In questo caso, abbinare il vino significa scegliere un rosso strutturato, capace di sostenere il piatto senza essere sovrastato. Il Donna Giovanna è una scelta ideale: ha corpo, profondità e una persistenza che accompagna ogni boccone.
Diverso è il discorso per piatti come le lagane e ceci. Qui il gusto è più morbido, ma comunque pieno. Serve un vino che non copra, ma che accompagni con equilibrio. Anche un rosso più leggero o un bianco strutturato possono funzionare perfettamente.
I maccarruni i’ casa, simbolo della tradizione, richiedono un vino che valorizzi la semplicità. Un rosso morbido e rotondo è la scelta più naturale.
Piatti piccanti e sapori forti: trovare l’equilibrio


Quando si parla di Calabria, è impossibile non pensare alla ’nduja di Spilinga. Piccante, intensa, unica.
Qui entra in gioco uno degli errori più comuni: scegliere vini troppo aggressivi, che finiscono per amplificare la piccantezza.
Abbinare il vino a piatti speziati significa invece cercare equilibrio. Servono vini morbidi, con una buona componente fruttata, capaci di “smorzare” il piccante senza annullarlo.
Il Pescanera è perfetto in questo contesto: accompagna il piatto senza creare contrasto, rendendo l’esperienza più armoniosa.
Tradizione contadina: piatti rustici e vini autentici


La cucina calabrese ha una forte anima contadina. Piatti come i pipi e patati o il morzeddhu catanzarese raccontano una tradizione fatta di sapori pieni, decisi, senza compromessi.
Il morzeddhu, in particolare, è un piatto intenso, speziato, con una struttura importante. Qui abbinare il vino significa scegliere qualcosa che tenga testa al piatto, senza farsi sovrastare.
Il Puntalice Bio è un esempio perfetto: autentico, diretto, con una forte identità territoriale. Non cerca di addolcire il piatto, ma lo accompagna rispettandone il carattere.
Il mare nel bicchiere: abbinare il vino al pesce



La Calabria non è solo terra: è anche mare. E il pesce spada ne è uno dei simboli più rappresentativi.
In questo caso, abbinare il vino richiede un cambio di approccio. Servono freschezza, leggerezza, mineralità.
Vini come Madre Goccia o Lumare sono perfetti: profumati, equilibrati, capaci di esaltare il piatto senza coprirlo. L’obiettivo qui è valorizzare la delicatezza del pesce, non sovrastarla.
Gli errori più comuni quando si vuole abbinare il vino
Quando si inizia ad abbinare il vino, è normale commettere qualche errore. I più comuni sono:
- scegliere vini troppo strutturati per piatti leggeri
- ignorare la componente piccante
- farsi guidare solo dal prezzo
- non considerare il proprio gusto
Abbinare il vino non significa seguire regole rigide, ma trovare armonia.
Abbinare il vino è un’esperienza
Alla fine, abbinare il vino non è una formula matematica. È un equilibrio tra gusto, contesto e sensazioni.
La cucina calabrese offre una base perfetta per sperimentare: piatti autentici, sapori riconoscibili, identità forte. E con i vini giusti, ogni abbinamento può trasformarsi in un’esperienza completa.
Non serve essere esperti.
Serve solo iniziare a scegliere con più consapevolezza.
Perché il vino, quando è abbinato bene, non accompagna soltanto.
Diventa parte del piatto.